acciacchi…

Sono due giorni che dormo malissimo e ho mal di testa.

La schiena ha deciso di abbandonarmi, o almeno, sta tentando di abbandonarmi. Sento tirare tutta la spina dorsale, ho dolore al collo e sento che si espande alla schiena con risultati del tipo: dolore alla schiena quando allatto, quando dormo, quando prendo i bambini, non posso più dormire a pancia in sotto che è la mia posizione preferita di sempre. AH!!!! LE GIOIE DEL POST-SECONDO-PARTO (soprattutto quando partorisci un vitello di oltre 4 kg che per giunta vorrebbe stare sempre accozzato in braccio a te).

Oggi tenterò di contattare un osteopata per fare un po’ di terapia e magari sarebbe pure bene che iniziassi ad andare a nuotare almeno una o due volte a settimana.

 

 

Mi sento decisamente vecchia.

Primo bilancio

Oggi ho portato il Ranocchio dalla pediatra per il suo primo bilancio, infatti ieri abbiamo compiuto il nostro primo mese di vita 🙂

Il Ranocchio procede bene, cresce ed è uno spilungone, avevo un po’ paura che il latte non fosse nutriente o non fosse abbastanza perchè lui poppa in maniera molto diversa da sua sorella. Lei si buttava famelica sulla tetta, poppava come una disperata per i suoi 20 minuti e dopo crollava addormentata per qualche ora.

Ranocchio non è così.

Lui si coccola e soprattutto vivrebbe incollato alla sottoscritta. All’ora della poppata si attacca, si stacca, si appoggia a me e sonnecchia, poi si vuole riattaccare e andiamo avanti così una vita. La cosa un po’ pesante è che, quando si addormenta, appena lo appoggio si sveglia. Non sempre eh, ma spesso… In genere la poppata notturna è la più lunga e riaddormentarsi è durissima, spesso presa dal sonno (a volte restiamo svegli dalle 4.30 fino alle 6.00) lo prendo nel lettone e ci addormentiamo abbracciati. Un mese di vita e sto ragazzo è già un cocco di mamma. Stamattina è andata così, alle 7.15 ho sentito l’Ing. salutarci e mi son detta “dai mi faccio altri 15 minuti nel letto e poi vado a svegliare Ranocchia e a prepararla per andare al nido”. Beh, è successo che mi sono addormentata così pesantemente che non ho sentito i suoceri che suonavano il campanello esterno più volte, poi sono entrati e hanno suonato il campanello della porta più e più volte e niente. Mi hanno telefonato a casa e niente, mi ha telefonato l’Ing. a casa e niente. Alla fine, presi dalla preoccupazione perchè non sentivano nessuno (nemmeno Ranocchia si è svegliata a quanto pare) sono corsi a casa loro a recuperare le chiavi e son tornati. Mentre entravano l’Ing. mi telefonava al cellulare e finalmente sono riemersa dal sonno profondo, erano le 8.20!!! Ho bombato Ranocchia col biberon e l’ho preparata al volo per il nido! Mi sa che d’ora in poi punterò la sveglia alle 7.30 sperando di sentirla.. Se non altro ora mi sento più riposata!

Ranocchia invece procede alla grande, sta facendo tantissimi progressi. Ieri sono stata a prenderla io al nido e le maestre erano entusiaste. Mi hanno detto che ora mangia totalmente da sola e tutto (all’inizio avevamo avuto qualche problema con la pappa) e sta volentieri con tutti mentre prima stava più per conto suo. Interagisce e fa un sacco di discorsi. Col fratellino le cose vanno abbastanza bene: lo cerca, lo chiama, si preoccupa quando piangere anche se devo ammettere che ogni tanto un pizzico di gelosia la vedo. Quando sia io che l’Ing. passiamo un po’ di tempo con il Ranocchio in braccio lei ci guarda ed esclama “AIETTA AIETTA!!!” indicando la sdraietta, del tipo “appoggialo e prendi me uffa”…. Mi fa morire.

La verità è che non vedo l’ora che sia quest’estate per vederli interagire un po’….

Buon anno amici!!!

Un piccolo post solo per augurarvi un buon inizio 2014 e aggiornarvi: siamo ancora al calduccio della panza!

E’ ufficiale, nasceremo nell’anno nuovo! Ecco, magari non spingiamoci troppo oltre che già sto Ranocchio dicono sia enorme e io inizio seriamente a pormi dubbi sulla sua uscita ma va beh… non pensiamoci!

Mi auguro abbiate passato una splendida fine e speriamo che il nuovo anno cominci bene e prosegua allo stesso modo!

 

A presto 🙂

37+1

Si procede e siamo ancora qui!

Passate buone feste? Noi non c’è male dai, abbiamo retto i bagordi natalizi, le varie cene e pranzi col parentado e le irrequietezze varie ed eventuali di uno scalmanato Ranocchio.

La vigilia abbiamo aperto la cartella in ospedale e tutto è al suo posto. Il piccolo pare non essere poi così piccolo, le stime lo danno oltre al 90° percentile del resto anche Ranocchia era una bella signorotta appena nata! Intanto abbiamo passato l’epoca in cui lei è nata, a quanto pare è vero che i mascoli son più attaccati a mamma rispetto alle femmine!! A me basta che aspetti altri 4 giorni poi sinceramente può fare quel che vuole sto ragazzotto, se è davvero così grande (la stima di peso era di 3,5 kg) noi lo attendiamo per inizio anno, in modo che non cresca un’esagerazione 😀

Ogni tanto si presenta qualche doloretto e allora mi butto a letto per cercare di placare le ire del piccolo vikingo (ve l’ho detto che ho il presentimento che nascerà biondino come il papà?) e così procediamo pian pianino verso la fine.

Stamane ho fatto le ultime analisi del sangue richieste dall’ospedale, saranno pronte per il 31 poi si spera di non vedere più un ago almeno per un annetto!!

C’è una cosa di cui vorrei parlare…

L’altro giorno, durante le chiacchiere post-visita con le ostetriche, mi hanno confermato una voce che già girava da un po’ ma che ancora non pareva sicura: il reparto di ginecologia e ostetricia con annessa pediatria di un ospedale della nostra zona montana chiuderà i battenti a breve.

Questa cosa mi lascia perplessa, delusa e triste. Delusa e triste perchè parliamo di un reparto che ha un’ottima reputazione, io stessa mi sono appoggiata ad uno dei medici di questo reparto per il bi-test del Ranocchio trovando molta competenza; è uno degli ospedali che avrei preso in considerazione per il mio parto, non fosse che appunto si trova in zona montana e andarci da qui in un periodo come questo beh… poteva non essere facile.

Il fulcro di questo post è proprio questo.

Prendo me medesima come esempio, ma come potrei descrivere la situazione di un beeeeel po’ di neo-mamme, bis-mamme e +n-mamme.

Vivo in un paesello ovviamente non provvisto di ospedale. Qui vicino, ci sono due cittadine provviste di ospedale, una a 8 km da qui e una a 7. Ovviamente in entrambi gli ospedali, pur essendoci un pronto soccorso non c’è un reparto di ostetricia (e in entrambi c’era, a suo tempo, ma sono stati chiusi esattamente come stanno per chiudere il reparto dell’ospedale montano).

Per partorire la mia prima opzione, a livello di vicinanza (quella dove mi porterebbe l’ambulanza se avessi bisogno di loro), si trova a 18 km da casa mia, l’ospedale che io ho scelto si trova a 38 km da casa (e l’ho scelto per una serie di motivazioni ben precise, non perchè abbia voglia di fare il doppio dei km rispetto a quelli che potrei fare se mi recassi presso la prima opzione), la terza opzione sempre in ordine di vicinanza (seconda opzione tra le mie scelte) si trova fuori dalla nostra provincia, la distanza è sempre di 38 km circa senza contare il fatto che si tratta di un grosso ospedale di una grossa città con tanto di traffico annesso e connesso nelle ore di punta.

Tutto questo discorso per dire cosa?

Semplicemente che il parto, soprattutto se fisiologico, è una cosa troppo improvvisa, è una cosa che non puoi pausare. Nel momento in cui il travaglio parte indietro non si può tornare e, se hai la fortuna (o sfortuna, vedetela come vi pare) di incappare in un travaglio rapido, soprattutto se non siete alla prima gravidanza, capirete anche voi che avere una struttura comoda che ti garantisca quanto meno di poter partorire in sicurezza, è importante.

Metteteci anche che il personale medico, per il ricovero (e loro vogliono essere certi di ricoverare in caso di effettivo bisogno) si basano su calcoli statistici. Sei una primipara? Allora probabilmente avrai un travaglio lungo, quindi se ti presenti in ospedale non dilatata e con contrazioni non troppo forti puoi pure tornartene a casa.

Chi mi segue da tempo sa che io rientro tra le rispedite a casa dopo essere corsa in ospedale con le contrazioni ogni 5 minuti ma non forti e che sono tornata in ospedale al volo dopo 2 ore e dopo un’altra ancora ho partorito… Alla faccia delle statistiche.

Ho sentito più e più volte (anche da conoscenti che prestano servizi nei vari 118 e Croce Rossa) di mamme che hanno partorito a casa o addirittura per strada perchè non arrivate in tempo nell’ospedale di competenza. Immagino queste persone che risiedono in comuni montani, sbattersi millanta km per scendere da noi e magari sentirsi rimandare a casa (e questo è capitato pure alla sorella di un mio carissimo amico, che al secondo giro di macchina ha fatto fermare il compagno e ha partorito per strada) in un periodo di gelo, nebbia o pioggia su strade brutte come questo.

Io, onestamente parlando, ho un po’ paura. Il mio primo parto è stato molto veloce e se è vero che il secondo lo è ancora di più beh.. Prego sempre che di accorgermi in tempo dell’inizio del travaglio, prego perchè l’Ing. sia a casa in quel momento e se in ospedale poi mi diranno “signora può tornare a casa” si arragino.. Io resto dove poi dove sono!

Ora io mi domando: è giusto questo? E’ giusto mettere a rischio una madre e il proprio bambino perchè lo Stato non ha intenzione di investire i propri (o meglio dire nostri?) soldi in uno di quelli che io ritengo i cardini di una società civile, ovvero una buona sanità? Io non dico che ogni ospedale debba avere un fichissimo reparto di ostetricia ma almeno garantire ad una donna che arriva in un ps dilatata 10 cm con già le spinte, di partorire in un ambiente sicuro con personale qualificato, altrimenti davvero, torniamo indietro e partoriamo a casa con l’ostetrica che è sicuramente meglio!

Non siamo spariti…

In compenso era sparita la connessione internet, per tanto tanto tempo.

Vero che ora ci sono gli smartphone ma è anche vero che abitiamo in una zona così sfigata e in una casa con talmente tanto cemento (per l’antisismico) che il telefono prende (per le telefonate) solo in certi punti… Figuriamoci per la connessione!

E così siam rimasti senza telefono e adsl ma siamo ancora tutti vivi e vegeti.

Ranocchia ha passato un bel raffreddore con febbre che l’ha tenuta a casa mezza moribonda quasi una settimana. A me è toccato il raffreddore questa settimana ma sono già in fase di ripresa.

Mi sono tagliata i capelli cooooortiiiiiissssimmiiiiiiii in preparazione allo sgravo. Già ora non riuscivo più a tenerli. Tra la gravidanza, l’umidità, il mio mosso che non si capisce cosa sia e la quantità davvero importante i miei capelli passavano il tempo legati in una coda o chignon o cipollone. Che senso ha tenerli lunghi così? E così ho deciso: taglio radicale. Per ora son soddisfatta e se in futuro non lo sarò… beh…. fanno sempre in tempo a ricrescere.

Ranocchio tutto bene, è ancora al calduccio della panza e mi auguro che ci resti almeno per altre 3 settimane. Noi comunque siamo allertati e pronti. L’Ing. mi ha vietato giri lunghi in auto da sola, gli sforzi, abbiamo la valigia pronta in camera e la macchina sempre full di metano… Si sa mai.

Eccolaaaaa!!!

Puntuale come un orologio, come la prima volta, l’insonnia del terzo trimestre.

Tra i calci, l’acidità e il ragazzo che deve per forza aver scambiato la mia vescica per un peluche da spupazzare, da ieri ho smesso di dormire la notte.

Fortunatamente sono a casa dal lavoro (era oraaaaaaa!!!!) e quindi riesco a recuperare di giorno, momento evidentemente più appropriato per il signorino per farsi una pennica insieme a mamma.

Domani ho l’eco di accrescimento. Finalmente dopo un po’ di mesi lo rivediamo. So già che è cefalico (me l’hanno detto al PS, ci sono stata la settimana scorsa a causa di qualche contrazione, nulla di che per fortuna) e l’avevo intuito anche da me visto che sentivo il singhiozzo proprio sotto l’ombelico, che il collo dell’utero ha iniziato a raccorciarsi, ma son proprio curiosa di sapere la stima di peso e misure… Chissà se Ranocchio sarà grosso com’era a suo tempo la sorella 🙂

Intanto, per precauzione ho chiamato l’ospedale dove ho intenzione di partorire e ho preso l’appuntamento per l’apertura della cartella, mi è scappato da ridere perchè mi avevano dato appuntamento il 30/12 poi sono passati alle domande di routine:

“Signora primo bambino?”

“No, sono alla seconda gravidanza.. la prima bimba è nata lì da voi a 36+6 settimane quindi presto… non so se sia un precedente da considerare per la data dell’apertura della cartella… non ero arrivata a fare la visita infatti..”

“emmm……. facciamo il 24/12?”

“perfetto!”

😀

si sa mai! E speriamo che il pupo sia ancora lì a “salare” per quella data!!