Aggiorniamoci!

Uff.. Latito, latito e latito. Mi dispiace, davvero, ma sto facendo veramente fatica a seguire tutto quanto

Ottobre è stato un mese intenso.

La panza cresce e tanto, Ranocchio scalpita che è un brutto lavoro e già adesso sembra l’opposto della sorellina. Ranocchia scalciava quando avevo fame, Ranocchio scalpita dopo mangiato. Durante la gravidanza di Ranocchia ero la figlia spirituale del Dalai Lama, da quando aspetto Ranocchio sono isterica peggio di una zitella inacidita. Insomma… Se le premesse sono queste inzio ad avere paura di come sarà il signorino.

Per il resto tutto procede per il meglio. Ranocchia ha iniziato l’asilo e l’inserimento è stato lampo e indolore. Solo la prima mattina l’ho passata interamente con lei, dal giorno dopo abbiamo iniziato i distacchi che sono andati benissimo, non ha mai pianto e ad oggi continua così. Mercoledì abbiamo iniziato coi pasti e anche su quell’aspetto tutto è andato per il meglio, le maestre ogni mattina mi ripetono quanto sia buona e brava la mia bimba e io mi riempio d’orgoglio ogni volta.

Purtroppo ora abbiamo il naso chiuso e un po’ di raffreddore… Ehhhh… l’altra faccia della medaglia del nido. Speriamo passi presto.

Domani compie 18 mesi la mia piccola donnina mentre invece io ho compiuto i 32 proprio pochi giorni fa.

Continuo a lavorare ma ammetto di iniziare ad essere stanca e a contare i giorni che mi separano dalla maternità. Proprio oggi parlavo con la barista nel ristorantino dove mangio e quando le ho detto che oltre alla panza mi barcameno tra casa, uomo, Ranocchia e lavoro full time comprensivo di trasferta di 22 km totali tra andata e ritorno mi ha chiesto come faccio a gestire il tutto.. La risposta è che a volte non lo so nemmeno io come faccio. E’ dura davvero ma ora come ora non ho altre alternative. Speriamo di poterle costruire più avanti.

Non ho tempo…

…e non ho voglia.

Presa dai miei pensieri, dalle mie mille cose; vecchie, nuove, dal poco tempo, dal muco abbondante mio e ormai anche della povera Ranocchia a cui, inevitabilmente, ho attaccato i miei bacilli maledetti.

Abbandono lentamente la rete.

Mi eclisso.

Qui e in tutti quei luoghi virtuali in cui mi si potrebbe trovare.

Ma poi torno…

Probabilmente.

 

Si riparte…

Signori, signore… Ho ricominciato il lavoro!!!

Che dire? In sei ore il tempo vola, soprattutto se le fai orario continuato. Il rientro è stato soft; capo non in ufficio, un ponte in vista, una responsabile che mi dice che “ce la farò perchè il capo le ha detto che io sono brava” e la voglia di fare altro oltre alla mamma.

Decisamente non sono fatta per fare la casalinga.

Sono felice di essere rientrata.

Decisamente sì 🙂

Mi alleno…

A lasciare la pupa da Suocera onde evitare crisi di astinenza da Ranocchia.

Oggi le ho lasciato la piccola verso le 10.30 e dopo sono andata a far spesa, a pranzo da mia sorella e poi all’IKEA. Quando sono arrivata dalla Suocera la pupa era a letto e sono andata io a prenderla quando si è svegliata.. Non vi dico il sorrisone che mi ha fatto!!!

E stasera vado alla mia prima lezione di prova in palestra.. Step + addominali… Mi sa che domani sarò morta però devo ammetterlo, sono molto soddisfatta! E appena l’ho detto a MiglioreAmica era contentissima visto che prima della gravidanza andavamo insieme.

E poi, ultima ma non per importanza, la conversazione col mio capo che mi ha proposto di fare le sei ore in orario continuato fino all’anno di Ranocchia… Questo sì che è un notizione e non ho dovuto nemmeno chiederglielo io!! Io ero già disposta a iniziare con la pausa pranzo ma avevo pensato che, cambiando ruolo e finendo in un reparto in cui ci sono praticamente solo ragazze part time al mattino, conveniva sfruttare i momenti in cui loro erano presenti visto che dovrò imparare e questo è stato il ragionamento del boss!! Inutile dire che il pensiero di essere a casa così presto fino ad aprile mi rende feliciiiisssima!!!

Tra mille pensieri…

Il nuovo anno inizia con uno dei pensieri più grandi che mi tormenta da quando è nata Ranocchia: il rientro al lavoro.

E’ da questa mattina alle cinque che sto nel letto ad occhi sbarrati a rimuginare così ho pensato che forse, scrivere mi avrebbe fatto bene, quanto meno per svagarmi un attimo.

Se da un lato sono felice di tornare in ufficio per riprendere in mano un po’ la mia vita, dall’altro mi rendo conto che quando inizierò l’orario per intero le cose si faranno davvero difficili. Come ho già detto più volte lavoro lontano da casa; ho mezz’ora di strada da fare e un’ora di pausa pranzo che passo in ufficio non potendo rientrare a casa. Finisco alle 18 e in genere il rientro a casa non è prima delle 18.40. Aggiungiamo a questo fatto il mio bisogno di ricominciare ad andare in palestra, una cosa che sento di DOVER fare per me stessa. Non sto parlando ovviamente di tutti i giorni ma di massimo un paio di giorni la settimana da turnare con i giorni in cui ci va l’Ing.

In sostanza la questione è la seguente: QUANTO TEMPO MI RESTA, REALMENTE, DA DEDICARE ALLA MIA BAMBINA?

Mettiamoci il prelevarla dalla nonna (che mi costerà sicuramente una mezz’ora e più di chiacchiere conoscendo Suocera), portarla a casa, preparare la cena per lei e per noi, sistemare un pelo la casa, fare il bagnetto a lei, la doccia a me ed è già ora della nanna. E i giochi? E le coccole? Avrò tempo per questo?

Prima di addormentarmi ne parlavo con l’Ing. esponendogli i miei dubbi, dicendogli che ho paura. Paura perchè questa bambina verrà cresciuta da altri e non da me e ponendomi la domanda che è il punto chiave di questo post sconclusionato:

CHE COS’HO FATTO UN FIGLIO A FARE SE TANTO SARA’ QUALCUN’ALTRO A CRESCERLO?

L’Ing. come al solito, a sentire parole del genere mi riprende, dicendomi che non è una questione di quantità di tempo ma di qualità, che non sarà la nonna a crescere la bambina ma saremo comunque noi visto che gli dedicheremo del BUON tempo. Ma che buon tempo può essere il tempo risiscato della sera con anche le faccende domestiche in mezzo? E’ un dato di fatto che nostra figlia verrà cresciuta da sua nonna, educata da sua  nonna, sarà sua nonna a sentire le prime parole, sarà sua nonna a vedere i suoi progressi giorno per giorno. E sì, io ho partorito questa bambina e l’ho allattata e accudita per i suoi primi otto mesi di vita ma cosa ricorderà lei di tutto questo? Niente. I suoi ricordi dell’infanzia saranno legati a sua nonna e non a me. Di me saprà che sono la mamma che non c’è mai perchè lavora. L’Ing. mi dice che non sono l’unica, che tanti genitori lavorano a tempo pieno e che semplicemente non lo capisco perchè ho avuto la possibilità di crescere con mia madre visto che lei non lavorava. E’ vero, certo. Ma mi rendo conto, anche grazie a questo, di quanto sia solido il nostro legame.

Lui parla in quanto figlio di lavoratori a tempo pieno, dice che per lui i genitori son sempre stati i genitori rispetto alla nonna (che viveva in casa con loro) ma la situazione è totalmente differente: i miei suoceri lavoravano tutti in zona, Suocera rientrava sempre a pausa pranzo e inoltre aveva un contratto di lavoro particolare, tipo quelli stagionali, per cui passava sì mesi in cui lavorava come un mulo ma c’erano anche diversi mesi l’anno in cui era a casa, questo cambia decisamente le carte in tavola rispetto alla mia situazione attuale; anche solo un’oretta insieme durante il pranzo vuol dire tanto.

Quando ero piccola e mia madre vedeva le mamme delle mie amichette sbolognarle ai nonni per andare al lavoro si domandava (forse anche un po’ ingenuamente visto il fatto che era molto giovane e che i tempi erano decisamente diversi da quelli attuali) esattamente la stessa cosa che mi domando io ora, disapprovando, sentendosi felice del fatto di essere presente per le sue figlie.

Io sono dall’altra parte della barricata. Sono una mamma che sbolognerà regolarmente sua figlia a sua nonna (per altro, cosa ancor più dolorosa, non mia madre). Non mi sento felice di questo, nemmeno un po’, anzi, scrivo con le lacrime che mi rigano il viso.

Domenica sera, a cena con una coppia di amici anch’essi genitori, chiedevo a lei come andasse col bambino, se per lui lei fosse comunque la mamma o se ci fossero preferenze verso i nonni. Mi aspettavo una bella risposta, anche perchè parlo di una ragazza che lavora su turni e quindi più in grado, rispetto a me, di gestirsi con gli orari del bambino e di trovare del tempo per lui e invece non è stato così. Sua suocera ha una certa età e, nonostante lei lasci il bambino una settimana ad una nonna e una settimana all’altra, il bambino preferisce ovviamente quella che più lo vizia. Mi ha detto che quando si trova in una stanza insieme alla suocera il bambino va dalla suocera ed è a lei che si rivolge, spezzandole inevitabilmente il cuore.

Io non potrò nemmeno turnarle le nonne visto che i miei genitori sono nuovamente all’estero e non ho idea di quando rientreranno e, soprattutto, quanto rimarranno in Italia dopo il rientro.

Quest’ultima confessione di una madre triste a causa dell’indifferenza di suo figlio mi ha dato una mazzata enorme, devo essere sincera, anche se me l’aspettavo e quindi il pensiero di aver sbagliato a scegliere di avere un figlio ha ricominciato a girarmi nella testa al punto da farmi passare la notte in bianco.

Vorrei davvero riuscire a godermi a pieno questi ultimi giorni di vita 24 ore su 24 con la mia piccola ma davvero non riesco a rimuovere questi pensieri e soprattutto quell’ultimo interrogativo dalla mia mente. Più il giorno del rientro si avvicina e più il dolore e la consapevolezza del fatto che non sarò presente nei momenti importanti per mia figlia mi attanaglia. Purtroppo non è che ci sia molto da fare, lavoro non se ne trova e la prospettiva di guardarmi intorno svanisce miseramente a causa di questa maledetta crisi.

Vorrei davvero che le cose fossero più facili, vorrei potermi staccare con più leggerezza. Sono felice di poter contare sull’aiuto di qualcuno che tiene davvero alla piccola e al suo benessere ma allo stesso tempo sento che sarebbe diverso se dovessi lasciare la bimba al nido, una tata è pur sempre un’estranea. La nonna no. E qui tiro fuori il lato peggiore di me e di tutta questa questione: la mia “gelosia” nei confronti della nonna. Gelosia verso il tempo che passerà con Ranocchia, tempo che legittimamente dovrei passare io con lei, tempo prezioso, tempo che non tornerà, tempo in cui Ranocchia avrà modo di legare con sua nonna più profondamente che con me.

Brucia, eccome se brucia.

Mi pento spesso di questi pensieri, mi sento una persona cattiva, mi rendo oggettivamente conto del fatto che Suocera voglia bene a sua nipote e che per Ranocchia sarà comunque un bene passare i primi anni lontana da malattie varie e nel caldo e confortevole ambiente familiare però…. Allo stesso tempo…. mi dispiace. Non so se sarebbe diverso nel caso di mia madre. Forse mi sentirei più leggera ma comunque colpevole di qualcosa.

Il rientro sarà duro. L’inizio dell’orario pieno ancora di più. Mi auguro davvero di farcela, di riuscire a organizzarmi, di dare davvero un tempo di qualità a  mia figlia nei pochi momenti che passeremo insieme. So per certo che ci saranno giorni bui, so che arriveranno quelle domande sul lavoro, sul perchè non ci siamo mai, so che Ranocchia mi spezzerà il cuore più di una volta ma spero anche che le cose possano cambiare nel giro di qualche anno in modo da poterle dedicare tutto il tempo che si merita, che sì, non è mai abbastanza, ma quanto meno sarebbe qualcosa in più.

8 mesi…

Ed eccoci qui all’ottavo mesiversario di Ranocchia.. Non vi sto ad ammorbare ma insomma, mi sembra che il tempo sia davvero volato! A quest’ora, il mese prossimo sarò già rientrata a lavoro e mi fa davvero strano pensarci ma cerco di imparare a convivere col pensiero in modo da essere preparata.

Questo mese è stato pieno di piccoli progressi: l’arrivo delle pernacchie che si presentano anche durante il momento della pappa con tanto di schizzi sui miei vestiti, la lallazione sempre più persistente, più capriccetti del solito e, ultimo ma non per questo meno importante, l’arrivo del primo dentino!!! Ehhh sì, dopo mesi in cui pensavamo che fosse in arrivo, l’altro giorno, dopo diversi episodi di inappetenza e sbavezzamenti da pitbull ho toccato la gengiva di Ranocchia col mignolo ed ecco lì una puntina! Ancora non si vede ma si sente benissimo e mi auguro che i prossimi denti seguano questo qui il più presto possibile.

Intanto si avvicina il primo natale insieme. I miei genitori ci hanno fatto il loro regalo ovvero il seggiolino per la mia auto, cosa di cui avevo assolutamente bisogno visto che nell’ovetto con la giacca a vento Ranocchia ci sta tutta stretta e faticavo non poco ad allacciarla. Avevo sollecitato più volte all’Ing. il bisogno del seggiolino visto il problema strettezza e le cinture tirate ormai al massimo ma lui da vero “brazzette” (come i liguri definiscono i tirchi) aveva insistito a dire che Ranocchia sarebbe stata bene nell’ovetto ancora un altro mese. La settimana scorsa mia sorella è venuta con me a fare acquisti natalizi e ha notato le enormi difficoltà a legare Ranocchia e le sue scenate di pianto a causa della strettezza e l’ha prontamente riferito ai miei genitori (che sono all’estero) via skype. Loro le han detto subito di acquistare il seggiolino per loro conto come regalo di natale e io sono stata ben felice di andare a sceglierlo il giorno dopo. Inizialmente ero propensa ad acquistare un seggiolino 9-36 kg, di quelli con la base che si stacca per poterla utilizzare in seguito ma poi mi è venuto il dubbio che in questo modo il seggiolino non si potesse utilizzare in contemporanea con la base nel caso dell’arrivo di un eventuale fratellino/sorellina a breve per cui alla fine ho optato per il gruppo 0-18. Essendo strafelice del mio passeggino bebè confort e avendo avuto un colpo di fortuna a trovare in negozio il seggiolino ISEOS in offerta, abbiamo comprato quello. Adesso sto aspettando con impazienza che l’Ing. me lo monti in modo da rendere la vita in auto più facile alla piccola.

Con la pappa, a parte i momenti di inappetenza dovuti probabilmente all’uscita dei denti, andiamo benone. Abbiamo iniziato con lo yogurt e con la variazione della pappa. Di tanto in tanto le preparo vellutate di singole verdure, le faccio sentire le cose che mangiamo noi: adora le croste di pizza, il gnocco e le tigelle, da vera emiliana D.O.C.  Abbiamo passato i 9 kg e siamo sempre più lunghe, al punto da usare per lo più tutine taglia 12M.

Il mio latte c’è ancora. Mattina, metà mattina e prima della nanna. Di tanto in tanto sostituisco la poppata di metà mattina con un biberon in modo da abituarla anche al latte artificiale perchè mi sono resa conto che il latte mi basta giusto per le poppate che faccio, spesso dopo la poppata Ranocchia piange e comunque col rientro a lavoro imminente la suocerà dovrà darle LA visto che son certa di non avere abbastanza latte da tirare.

Col sonno si va a momenti; nel senso che ci sono sere in cui si sveglia qualche volta e altre in cui non prende sonno prima delle 22-23 ma tutto sommato va benone, diciamo che eravamo solo abituati bene.

I progressi motori….. Mah. Cerchiamo di farle fare esercizio tutti i giorni ma è davvero dura. Però ho notato che inizia a tollerare la posizione pancia in giù e inizia a piangere sempre più tardi. Tutto ciò fa ben sperare per quanto riguarda il gattonare. Vedremo..

Nel complesso siamo soddisfatti dai 🙂

7 mesi…

7 mesi di Ranocchia o RanocchiONa che dir si voglia.

Si cresce, si fanno progressi, si mangia, ho sentito un MAMA’ (anche se sospetto sia stata sillabazione a caso ma insomma… è un inizio), si continua a dormire benone anche se abbiamo avuto una settimanina di delirio con pseudo-risvegli-con-frignata ogni ora (pseudo perchè in realtà la principessa piangeva nel sonno, bastava il ciuccio e tornava beata. Io un po’ meno vista la frequenza) ma, dopo aver sostituito la coperta di pile con il piumino e con una dose di tetta della buonanotte, ha rinziato a dormire serenamente.

7 mesi di bimba e tra meno di due mesi il rientro a lavoro. Mi terrorizza, mi intristisce. Non tanto per il lavoro in se, da un lato ho davvero la necessità di riprendere i contatti con gente adulta. La cosa che più mi spaventa è la ripresa delle 8 ore lavorative dopo aprile. Perchè le mie 8 ore lavorative sono in realtà circa 10 ore fuori casa e senza di lei. 8 ore di lavoro, un’ora di pausa in ufficio (perchè lavoro lontano) e mezz’ora ad andare e mezz’ora a tornare. Sono tante. Come le cose da fare in casa e per gestire lei. Cose che dovrò fare al ritorno a casa quando sarò già stanca. Purtroppo so già che non otterrò mai un part time e lincenziarmi sperando di trovare un altro lavoro magari più vicino e da meno ore è un rischio che, per ora, preferisco non prendermi.

Ci sto male, ci sto male eccome.