Tra mille pensieri…

Il nuovo anno inizia con uno dei pensieri più grandi che mi tormenta da quando è nata Ranocchia: il rientro al lavoro.

E’ da questa mattina alle cinque che sto nel letto ad occhi sbarrati a rimuginare così ho pensato che forse, scrivere mi avrebbe fatto bene, quanto meno per svagarmi un attimo.

Se da un lato sono felice di tornare in ufficio per riprendere in mano un po’ la mia vita, dall’altro mi rendo conto che quando inizierò l’orario per intero le cose si faranno davvero difficili. Come ho già detto più volte lavoro lontano da casa; ho mezz’ora di strada da fare e un’ora di pausa pranzo che passo in ufficio non potendo rientrare a casa. Finisco alle 18 e in genere il rientro a casa non è prima delle 18.40. Aggiungiamo a questo fatto il mio bisogno di ricominciare ad andare in palestra, una cosa che sento di DOVER fare per me stessa. Non sto parlando ovviamente di tutti i giorni ma di massimo un paio di giorni la settimana da turnare con i giorni in cui ci va l’Ing.

In sostanza la questione è la seguente: QUANTO TEMPO MI RESTA, REALMENTE, DA DEDICARE ALLA MIA BAMBINA?

Mettiamoci il prelevarla dalla nonna (che mi costerà sicuramente una mezz’ora e più di chiacchiere conoscendo Suocera), portarla a casa, preparare la cena per lei e per noi, sistemare un pelo la casa, fare il bagnetto a lei, la doccia a me ed è già ora della nanna. E i giochi? E le coccole? Avrò tempo per questo?

Prima di addormentarmi ne parlavo con l’Ing. esponendogli i miei dubbi, dicendogli che ho paura. Paura perchè questa bambina verrà cresciuta da altri e non da me e ponendomi la domanda che è il punto chiave di questo post sconclusionato:

CHE COS’HO FATTO UN FIGLIO A FARE SE TANTO SARA’ QUALCUN’ALTRO A CRESCERLO?

L’Ing. come al solito, a sentire parole del genere mi riprende, dicendomi che non è una questione di quantità di tempo ma di qualità, che non sarà la nonna a crescere la bambina ma saremo comunque noi visto che gli dedicheremo del BUON tempo. Ma che buon tempo può essere il tempo risiscato della sera con anche le faccende domestiche in mezzo? E’ un dato di fatto che nostra figlia verrà cresciuta da sua nonna, educata da sua  nonna, sarà sua nonna a sentire le prime parole, sarà sua nonna a vedere i suoi progressi giorno per giorno. E sì, io ho partorito questa bambina e l’ho allattata e accudita per i suoi primi otto mesi di vita ma cosa ricorderà lei di tutto questo? Niente. I suoi ricordi dell’infanzia saranno legati a sua nonna e non a me. Di me saprà che sono la mamma che non c’è mai perchè lavora. L’Ing. mi dice che non sono l’unica, che tanti genitori lavorano a tempo pieno e che semplicemente non lo capisco perchè ho avuto la possibilità di crescere con mia madre visto che lei non lavorava. E’ vero, certo. Ma mi rendo conto, anche grazie a questo, di quanto sia solido il nostro legame.

Lui parla in quanto figlio di lavoratori a tempo pieno, dice che per lui i genitori son sempre stati i genitori rispetto alla nonna (che viveva in casa con loro) ma la situazione è totalmente differente: i miei suoceri lavoravano tutti in zona, Suocera rientrava sempre a pausa pranzo e inoltre aveva un contratto di lavoro particolare, tipo quelli stagionali, per cui passava sì mesi in cui lavorava come un mulo ma c’erano anche diversi mesi l’anno in cui era a casa, questo cambia decisamente le carte in tavola rispetto alla mia situazione attuale; anche solo un’oretta insieme durante il pranzo vuol dire tanto.

Quando ero piccola e mia madre vedeva le mamme delle mie amichette sbolognarle ai nonni per andare al lavoro si domandava (forse anche un po’ ingenuamente visto il fatto che era molto giovane e che i tempi erano decisamente diversi da quelli attuali) esattamente la stessa cosa che mi domando io ora, disapprovando, sentendosi felice del fatto di essere presente per le sue figlie.

Io sono dall’altra parte della barricata. Sono una mamma che sbolognerà regolarmente sua figlia a sua nonna (per altro, cosa ancor più dolorosa, non mia madre). Non mi sento felice di questo, nemmeno un po’, anzi, scrivo con le lacrime che mi rigano il viso.

Domenica sera, a cena con una coppia di amici anch’essi genitori, chiedevo a lei come andasse col bambino, se per lui lei fosse comunque la mamma o se ci fossero preferenze verso i nonni. Mi aspettavo una bella risposta, anche perchè parlo di una ragazza che lavora su turni e quindi più in grado, rispetto a me, di gestirsi con gli orari del bambino e di trovare del tempo per lui e invece non è stato così. Sua suocera ha una certa età e, nonostante lei lasci il bambino una settimana ad una nonna e una settimana all’altra, il bambino preferisce ovviamente quella che più lo vizia. Mi ha detto che quando si trova in una stanza insieme alla suocera il bambino va dalla suocera ed è a lei che si rivolge, spezzandole inevitabilmente il cuore.

Io non potrò nemmeno turnarle le nonne visto che i miei genitori sono nuovamente all’estero e non ho idea di quando rientreranno e, soprattutto, quanto rimarranno in Italia dopo il rientro.

Quest’ultima confessione di una madre triste a causa dell’indifferenza di suo figlio mi ha dato una mazzata enorme, devo essere sincera, anche se me l’aspettavo e quindi il pensiero di aver sbagliato a scegliere di avere un figlio ha ricominciato a girarmi nella testa al punto da farmi passare la notte in bianco.

Vorrei davvero riuscire a godermi a pieno questi ultimi giorni di vita 24 ore su 24 con la mia piccola ma davvero non riesco a rimuovere questi pensieri e soprattutto quell’ultimo interrogativo dalla mia mente. Più il giorno del rientro si avvicina e più il dolore e la consapevolezza del fatto che non sarò presente nei momenti importanti per mia figlia mi attanaglia. Purtroppo non è che ci sia molto da fare, lavoro non se ne trova e la prospettiva di guardarmi intorno svanisce miseramente a causa di questa maledetta crisi.

Vorrei davvero che le cose fossero più facili, vorrei potermi staccare con più leggerezza. Sono felice di poter contare sull’aiuto di qualcuno che tiene davvero alla piccola e al suo benessere ma allo stesso tempo sento che sarebbe diverso se dovessi lasciare la bimba al nido, una tata è pur sempre un’estranea. La nonna no. E qui tiro fuori il lato peggiore di me e di tutta questa questione: la mia “gelosia” nei confronti della nonna. Gelosia verso il tempo che passerà con Ranocchia, tempo che legittimamente dovrei passare io con lei, tempo prezioso, tempo che non tornerà, tempo in cui Ranocchia avrà modo di legare con sua nonna più profondamente che con me.

Brucia, eccome se brucia.

Mi pento spesso di questi pensieri, mi sento una persona cattiva, mi rendo oggettivamente conto del fatto che Suocera voglia bene a sua nipote e che per Ranocchia sarà comunque un bene passare i primi anni lontana da malattie varie e nel caldo e confortevole ambiente familiare però…. Allo stesso tempo…. mi dispiace. Non so se sarebbe diverso nel caso di mia madre. Forse mi sentirei più leggera ma comunque colpevole di qualcosa.

Il rientro sarà duro. L’inizio dell’orario pieno ancora di più. Mi auguro davvero di farcela, di riuscire a organizzarmi, di dare davvero un tempo di qualità a  mia figlia nei pochi momenti che passeremo insieme. So per certo che ci saranno giorni bui, so che arriveranno quelle domande sul lavoro, sul perchè non ci siamo mai, so che Ranocchia mi spezzerà il cuore più di una volta ma spero anche che le cose possano cambiare nel giro di qualche anno in modo da poterle dedicare tutto il tempo che si merita, che sì, non è mai abbastanza, ma quanto meno sarebbe qualcosa in più.

20 thoughts on “Tra mille pensieri…

  1. No no e no, non esiste che un bimbo preferisca la nonna alla mamma, mettitelo bene in testa! Anche mia figlia è stata cresciuta dalla nonna paterna e, per quanto adori la nonna, è con me che vuole stare, è a me che chiede TUTTI I GIORNI se quando ho finito di lavorare la vado a prendere! Purtroppo oggi come oggi è normale che entrambi i genitori lavorino ed è una grande fortuna che Ranocchia possa stare con la nonna piuttosto che al nido così piccina. Concordo con l’Ing. sul tempo di qualità e crescendo vedrai quanto migliorerà. Per la casa durante la settimana farai lo stretto indispensabile per non fare arrivare i NAS e magari dedicherai un po’ più di tempo alle pulizie il sabato e la domenica.😀 Bisogna solo ricominciare con la routine casa – lavoro poi vedrai che il magone piano piano andrà via. Buon anno!

  2. Lady, no… non farti abbattare da questi pensieri.
    C’è comunque il week end che dedicherai alla piccina, una full immersion di 48 ore solo per voi.

    I bambini sono dei ruffiani fatti e finiti, sanno che case diverse corrispondono a regole ed educazione diverse.
    A casa sarà in un modo e a casa dei nonni sarà in un altro, ma la linea educativa la darete voi e con il tempo i nonni vi daranno una mano.

    Posso dirti che io sono cresciuta con una mamma casalinga e il nostro rapporto non è “così” solido? Penso sarei cresciuta meglio con una mamma che lavorava, invece di una continuamente a casa.

    Il rapporto che avrai con tua figlia va al di là del numero delle ore che passerete insieme. Sono d’accordo con L’Ing.; conta di più il tempo di qualità.
    Io non ho ricordi di me che gioco con mia mamma, e mia mamma era SEMPRE in casa. Ho ricordi di lei che pulisce, che cuce, cucina… insomma tanto dipende anche dalle priorità di noi mamme.

    Credo che nonostante le difficoltà oggettive con cui ti scontrerai presto, riuscirai a instaurare un buon rapporto con tua figlia.
    Che crescerà esponenzialmente.

    Tua figlia non vuole una mamma depressa, con il musone e continui rimpianti.
    Tua figlia vorrà stare con te perchè sei solare, farete delle cose insieme, le leggerai una storia prima della nanna, giocherete all’aria aperta le domeniche pomeriggio.

    E imparerà anche la routine, durante la settimana con la nonna e il week end con mamma e papà.

    E tutto questo lavorare lo stai facendo per lei no?

    :-*

  3. Condivido a pieno tutto quello che hai scritto, rientro al lavoro lunedi e aggiungi che il mio bimbo andrà al nido e dopo starà con mia mamma o mia cugina perché io lavoro a un ora da casa e non riuscirò ad andare a prenderlo all uscita del nido…
    Anche io come te spero di riuscire a far quadrare tutto e a dedicare del tempo a mio figlio anche se mi piange il cuore che sia cresciuto da altri.
    Ma mi ripeto, forse per autoconvincermi, che il tempo che passeremo insieme, anche se poco sarà un tempo di qualità, anche a costo di fregar mene un po’ della casa in settimana e facendo il minimo indispensabile.

    In bocca al lupo per il rientro.

    Egle

  4. Visto che una soluzione ideale non esiste io andrei per priorità: la lasci con la nonna e non al nido e già questa è una cosa molto positiva, sarà più seguita, coccolata, si ammalerà di meno ecc. Già questo deve farti essere + serena, è una gran fortuna che non tutte le donne e i bimbi hanno. al nido di Nano vedevo certi piccolini di 4 mesi negli ovetti che davvero mi si stringeva il cuore…per lei a livello pratico hai un’ottima sistemazione.
    Levati dalla testa che tua suocera possa prendere il sopravvento nella testa o nel cuore di tua figlia, capisco la paura (dillo a me coi suoceri che mi ritrovo) ma è infondata credimi: tu e l’Ing. sarete sempre 1km avanti a tutti i vizi, alle vinte, a qualsiasi gnignigni nonnesco.
    Il tempo è poco, questo è vero, tra lavoro e spostamenti ne resta pochissimo. ma tanto se per assurdo restassi a casa i problemi sarebbero altri, diversi ma non meno fastidiosi di quelli che affronterai lavorando. Poi c’è il fine settimana, sabato e domenica ci sei tu h24!
    Oltretutto continuo a dire che il prima è sempre peggio del durante, fa più paura…quando la tua vita lavorativa comincerà ti abituerai anzi sicuramente dopo 1 mese ti guarderai indietro e capirai che è molto meno peggio di quanto immaginavi😉

  5. Oh tesora.
    Perdonami ma sorridevo leggendo il tuo post, perchè mi sembrava di leggere i miei, 12 anni fa (cazzo quanto sono vecchia!), e poi di nuovo 5 anni fa.
    Ci siamo davvero passate tutte.
    Ti porto la mia esperienza: io ho lasciato il primo figlio al nido a 16 mesi (prima con una tata), e il secondo con mia mamma. Ero GELOSA MARCIA sia della maestra del nido che di mia mamma. Ero possessiva, quando ero con loro non li mollavo un attimo (specie il primo) perchè mi sentivo defraudata del tempo. Quando poi ho cominciato a pensare che avrebbe potuto scambiare la mamma con la nonna, addio. Apriti o cielo.
    Questo finchè non mi sono fermata un momento a pensare.
    Io sono cresciuta con mia nonna. Ai tempi non c’erano tutti sti congedi, a 3 mesi mia mamma è tornata in ufficio e io tutto il giorno con mia nonna, fino a quando ho finito le medie.
    Bè mi sono chiesta… ma io ho mai scambiato la mamma con la nonna???
    Certo che no!!!! E non avevo avuto nemmeno il primo anno per stare con mamma – come invece hanno i nostri figli, mese più mese meno.
    Così mi sono rilassata e ho cominciato a osservare i miei bambini, prima uno poi l’altro, e ti posso assicurare, ma assicurare proprio, che non hanno mai avuto dubbi su chi fossi io, e – francamente – nessun amore più grande della loro mamma …. almeno fin verso i 6 anni.
    Dopo….bè, è un’altra storia🙂

    Perciò non ti abbattere.
    Ci passiamo tutte attraverso quella fase, ma appena ti renderai conto che tua figlia continuerà ad amarti sopra ogni cosa, riuscirai ad apprezzare anche la ricchezza che le viene dal rapportarsi con altre persone, di trovarsi in altre situazioni.

    Buon anno cara.

    :-*

  6. Io ti capisco Lady, credo che ti capiscano tutte le mamme che lavorano…
    Come sai io passo la giornata in negozio, ed è vero che rientro a pranzo, ma arrivo e bisogna fare tutto di ”fretta”, e quando esco di nuovo il pomeriggio, lui sta dormendo, per rientrare poi alle 20 ora di cena… sai che preferirei fare tutto una tirata ed essere a casa in un orario che so, come il tuo? alle 18.30 si possono fare ancora un sacco di cose… alle 20 invece ormai la giornata è finita…poi con la gravidanza sono a zero energie a quell’ora…
    mio figlio passa la giornata con il papà, e all’inizio come sai, mi snobbava, per ripicca…ora invece è più gestibile, si è forse abituato…anche se ogni tanto qualche frecciatina me la manda, maledetto🙂
    quando non c’è il padre c’è la nonna, o la zia…
    però io credo che la mamma sia sempre la mamma, e se siamo tutti in una stanza, lui accidentalmente si fa la bua…e tutti cercano di calmarlo coccolarlo etc lui viene da me… vuole solo me… e questo mi fa spesso dimenticare tutti i momenti no…
    un abbraccio forte… ci sosterremo a vicenda…

    • grazie cara! Quando l’ho visto mi sono innamorata! Mi piacciono i template con i block notes o le righe di quaderno!

  7. Ti capisco sai Lady? ci sono passata anch’io, come tante, come quasi tutte. il dubbio di non fare abbastanza, di non essere abbastanza presenti. epperò son tutte paranoie. non mi crederai adesso, come io non avrei creduto a chi me lo avesse detto tempo fa. ma tra un po’ quando ti volterai indietro ti renderai conto che non sono il numero di ore a rendere un rapporto vero e di qualità. che crescerà bene ugualmente, che riconoscerà te come madre. La cosa essenziale è non vivere la tua assenza con sensi di colpa ma come opportunità, per te e per lei.
    Buon anno lady e buon rientro!

  8. Grazie mille a tutte quante ragazze!!! Per i vostri consigli e per aver condiviso con me le vostre esperienze. Razionalmente mi rendo conto che avete tutte ragione e so per certo che non lascerei mai e poi mai il lavoro per fare la casalinga al 100%, come mi disse mia madre prima di ripartire di nuovo “stare a casa è ottimo i primi tre anni di vita.. Poi viene la materna, poi le scuole, le attività sportive, gli amici.. Alla fine di tutto ci si ritrova in casa sole e con troppo tempo per pensare” e credo che in fondo abbia ragione. Non continuo a sperare di trovare prima o poi un lavoro da meno ore ma per adesso cercherò di stringere i denti e cercare di conciliare tutto quanto. Se non altro so che la piccola sarà in un posto seguita al 100% da qualcuno che le vuole bene e senza il timore delle malattie.
    Menomale che ci siete voi blog-amiche se no a quest’ora ero ancora lì a piagnucolare!!!

    Per Egle: ti auguro di avere un buon rientro al lavoro, facciamoci coraggio, se ce la fanno tante altre donne (la verità è che ormai son finiti i tempi in cui la mamma poteva permettersi di stare a casa come una volta) possiamo farcela anche noi e speriamo bene!

  9. Esatto facciamoci coraggio a vicenda🙂 nella pratica probabilmente sarà tutto meno complicato e pensarci troppo non aiuta.

    • Esatto! Altro motivo per cui, in fondo, sono felice di tornare a lavoro! A casa, quando la gestione della pupa e della casa è ok, rimane troppo tempo per i pensieri!

  10. L’Ing. mi riprende, dicendomi che non è una questione di quantità di tempo ma di qualità, che non sarà la nonna a crescere la bambina ma saremo comunque noi visto che gli dedicheremo del BUON tempo.
    ha detto bene lui..
    e han detto bene le altre..
    sono arrivata tardi (maledetto blogroll)
    solo una cosa..quando rientrerai chiudi gli occhi..nn guardare la polvere, i panni da stirare, il frigo vuoto…. molla tutto e dedicati a lei. pian piano troverete la giusta organizzazione per fare tutto al meglio.
    la spesa al sabato mattina, le pulizie e turno e per settori…
    piano piano SI FA TUTTO.
    La vita di una mamma che lavora fuori casa è una corsa….ma vuoi mettere i kg che si perdono per strada?😛
    (io il tempo per andare in palestra nn l ho ancora trovato…..beata te che hai suocera vicina e iper disponibile…. vedi che c’è sempre il lato positivo da guardare?)
    un bacio.
    ps noi ci siamo.

  11. No ma xchè poi non ci riesco a star zitta, xchè sono cervellotica e anche io ho fatto i tuoi pensieri mesi addietro, la mamma a tempo pieno proprio no: impazzirei, poi xò guardo mio figlio e mi sento in colpa x star con lui così poco, poi arriva il periodo dopo l’ anno che son capricci a tutto andare e allora mi verrebbe voglia di scappare … e qui mi bacio i gomiti di aver suocera seppur così bizzarra e lontano 1000 miglia dal mio modo di fare ma che tiene il piccolo dittatore tutte le volte che
    c’è bisogno. Cielo ma quanto è difficile e dura !

    • Credo che l’essere madre/lavoratrice sia un continuo sentirsi in colpa ma d’altronde quando si è abituate a certi ritmi cambiarli radicalmente (facendo ad esempio la casalinga) sarebbe troppo.. dai facciamo che le suocere che li tengono si beccano la parte più dura quando si lavora a tempo pieno!

  12. Le tue care amiche hanno già detto tutto.
    vorrei, dall’altra parte della mela, riepilogare qualcosa:
    – non farti massacrare dai sensi di colpa, è una avventura meravigliosa diventare genitori, è una scelta di amore, non di egoismo.
    – e’ importante la quantità del tempo ma soprattutto la sua qualità: mio padre alle 17.45 era a casa, ma non si è mai condiviso niente, nemmeno le vacanze e i (tristi) risultati si vedono, purtroppo.
    – si va per priorità, rassettare la cucina si può fare a mezzanotte, le coccole no!
    – qualche volta ci si mette un po’ da parte per stare con i figli, come qualche volta che vorrei scrivere, ma “mi perdo” con i miei cuccioli.

    Forza e coraggio, che si comincia!

    (auguroni, comunque!!!!)

  13. Passo di qui per caso, ma un commentino mi viene da farlo…
    Hanno ragione quelle che hanno scritto prima: i bambini sanno distinguere tra nonni e genitori, sanno cosa fare con gli uni e con gli altri, e apprezzano ovviamente la qualità del tempo che gli si dedica, non la quantità.
    Quindi il fatto che una mamma lavori e ci sia meno in casa non è un problema enorme per loro (a patto che la sera trovi il tempo per un rapporto diretto!).
    Semmai il problema è per noi mamme.
    Saremo noi a perdere qualcosa, non loro. Perchè è vero, se lasciamo i figli ad altri, saranno questi altri a vedere le loro conquiste quotidiane, i primi passi, le prime parole ecc…
    Sinceramente, sono contenta di non aver rimpianti da questo punto di vista (sono stata coi miei pargoli finchè sono andati alla materna); però altrettanto sinceramente ti dico che ero arrivata all’esasperazione ed entrambe le volte l’asilo è stata una liberazione!!

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