19 aprile 2012

Credo che questo è e resterà per sempre il giorno più importante della mia vita. Il giorno in cui mia figlia, nonostante le previsioni di ecografie e super medici (vedi colui che non sbaglia mai, il Dott. Luminare) ha deciso di entrare a far parte, con prepotenza (perchè in un altro modo non potrei descrivere l’accaduto), di questo nostro mondo. Ma partiamo con ordine.

Mercoledì 18 aprile mi sono svegliata sul tardi, avevo deciso di dedicare al sonno gran parte del mio tempo in quest’ultima fase della gravidanza. Aprendo gli scuri scoprii che la giornata non era schifosa come pensavo e non stava piovendo per cui mi vestii e feci colazione al volo per andare a comprare le verdure fresche al mercato e il pane dal fornaio. Visto che il giorno dopo l’Ing. avrebbe pranzato a casa perchè dovevamo andare in ospedale per la famosa apertura della cartella, avevo anche deciso di cucinare per lui un piatto sfizioso che avevo visto fare ad Anna Moroni e di cui avevo trovato la ricetta su internet: veggy-lasagne robiola e asparagi. Rientro a casa, mi preparo un pranzo veloce ed inizio a destreggiarmi tra pc, sky, e fornelli. Mentre cucinavo in tv passavano il film “Masai Bianca” (e sono convinta che con la sua crudezza abbia contribuito a farmi partire il travaglio sto cavolo di film!), mi scrivevo email e chattavo con qualcuna di voi lettrici. Preparo la lasagna e mi rendo conto che la cucina era una vera merda. Ogni volta che preparo la besciamella in casa faccio un casino, devo decidermi a comprarla in brick e amen. Sono carica e mi sento alla grande.

Mi chiamano dall’ospedale per spostare la visita e bestemmie in ogni lingua, ma questo già lo sapevate.

Pulisco tutto quanto facendo sbrilluccicare fornelli e lavello, faccio partire una maxi lavastoviglie, sistemo un po’ di biancheria da lavare in lavatrice e poi la stendo, riordino le stanze. A posteriori direi che mi fosse partita la “preparazione del nido” inconsciamente. A un certo punto però mi tocca fermarmi: iniziano dei dolorini al basso ventre, nulla di che. Mi dico che forse ho esagerato tra mercato, cucina e pulizia casa per cui mi areno sul divano munita di macbook a guardare “Dylan dog” (altro film da contrazioni ricorrenti). Mi faccio una bella doccia calda e mi metto pure in piega perfettamente i capelli. Non so perchè, era da un po’ che non li sistemavo come si deve dato che li ho quasi sempre raccolti, mi andava così.

Ore 20.00 circa

Io e l’Ing. abbiamo appena cenato e la lasagna è stata un successo per fortuna. Sparecchiamo e mi spalmo sul divano alla ricerca di un filmettino da guardare. Ad un certo punto un dolore al basso ventre; sembra una contrazione di prova. Fortina eh…. Più del solito. Passa dopo pochi secondi.

Poi un’altra. E un’altra. Un’altra ancora.

Strano… Solitamente le contrazioni di prova erano super sporadiche, roba di una, due a notte. Eh, evidentemente oggi mi sono affaticata. Passeranno..

Continuano a susseguirsi, una dietro l’altra, sempre più frequenti. Allerto l’Ingegnero appena esce dalla doccia: “ho delle contrazioni”. Il suo volto gela “ogni quanto?” e io “spesso.. le contiamo?”

Una contrazione da 30-40 secondi ogni 5-6 minuti circa. L’ostetrica del corso pre-parto è stata chiara “andare in ospedale quando le contrazioni raggiungono una regolarità di una ogni cinque minuti per circa un’ora. Sono dolorose ma senza esagerare, riesco a parlare e a camminare senza problemi. Aspettiamo mezz’oretta poi l’Ingegnero non riesce più a resistere e mi dice che è ora di andare in ospedale visto che dista una trentina di km da casa nostra. Prende la valigia, carichiamo in auto e via verso l’ospedale. L’autostrada (siamo andati da lì che si fa nettamente prima) è sgombra, le contrazioni continuano al solito livello. Arriviamo velocemente, saliamo al 4o piano e mi piazzo davanti alla guardiola. Un’ostetrica esce per sapere cos’ho e le spiego che penso di essere entrata in travaglio, le racconto l’accaduto, il ritmo delle contrazioni ecc. Le dico inoltre che ancora non ho la cartella, che dovevo farla l’indomani ma che mi era stata spostata la visita per cui non sono schedata.

Lei pare un po’ scettica, mi dice che mi visiteranno e mi faranno il tracciato per vedere l’entità delle contrazioni. Da visita tutto risulta normale; il collo dell’utero è sempre raccorciato (ma questo ormai da tanto), tutto è ancora chiuso. Il tracciato evidenzia contrazioni leggere e dall’ecografia tutto sembra a posto; non ho perso liquido e anzi, ne ho in abbondanza. L’ostetrica mi dice che non sono contrazioni da travaglio, che posso rientrare a casa. Mi fanno il foglio delle dimissioni. Mi dice di rientrare, farmi una bella doccia calda e mettermi a letto senza pensare a quei dolori. L’indomani sarebbero passati. Non sono così sicura di ciò che mi ha detto. L’Ingegnero neppure ma eseguiamo gli ordini.

Ore 23.00 circa

Rientriamo, mi doccio e mi metto a letto. Nel mentre i dolori non sono spariti ma anzi… Continuano e aumentano d’intensità. Non riesco a stare sdraiata, lascio l’Ing. nel letto a dormire e vado sul fedele compagno divano. Le contrazioni sono sempre più forti e sempre più frequenti. Ad un certo punto succede qualcosa di strano. Avevo una gastrite paurosa (era un po’ che non mi veniva). Mi tocca andare in bagno a vomitare di corsa, più volte. L’Ing. si spaventa e corre in bagno a vedere. Lo rispedisco a letto. Dopo un po’ attacco di dissenteria. Nel mentre i dolori sono diventati frequentissimi. L’Ing. si rialza, mi chiede come va e gli dico che dobbiamo ricontare il tempo delle contrazioni, mi sembrano troppo frequenti. Contiamo e scriviamo in agenda. Una contrazione di circa 40 secondi ogni 2-3 minuti. E’ troppo poco. Chiamo in ospedale, mi risponde E., l’ostetrica che mi ha visitata. Le dico che sono la ragazza di prima, che ho avuto vomito, dissenteria e che ora le contrazioni sono fortissime e ogni 2-3 minuti. Mi dice di tornare in ospedale. Afferriamo valigia e un bel pacco di bestemmie random e partiamo di nuovo per l’ospedale. Il viaggio mi sembra infinito, le contrazioni sono fortissime. Durante i picchi continuo nervosamente a disfarmi e rilegarmi i capelli. Una roba che se avessi potuto me li sarei strappati (è una cosa che ho fatto continuamente per tutto il travaglio e per il parto).

Ore 2.30 circa

Arriviamo in ospedale. Parcheggio, entrata.. Portone principale chiuso.

Altro pacco di bestemmie.

Andiamo al PS e parcheggiamo dentro (abbiamo poi scoperto che l’Ing. ha parcheggiato nel piazzale dove atterra l’elicottero d’emergenza, per fortuna era una serata tranquilla!), entriamo, spiego che mi aspettano su in ostetricia, la ragazza del ps chiede se voglio una carrozzina e da brava “strong girl” le dico che nooooo arrivo su da sola…. sesese…. Dopo 1 minuto secco di camminata mi tocca mettermi seduta, sto bene solo a sedere durante le contrazioni. L’Ing. torna in PS a recuperare la carrozzina e mi porta al 4o piano dove E. mi sta aspettando. Si stupisce di vedermi addirittura in sedia rotelle e mi fa accomodare di corsa in ambulatorio. Mi sdraio sul lettino (un dolore atroce star sdraiata) e mi visita. Mentre finisce sento un bello “SPLASHHHHHHH” ed E. che sentenzia “direi che sia ora.. Si sono rotte le acque. Adesso compiliamo i documenti, e ti attacco al tracciato, sei di 36+6 e senza esito dello streptococco, ti aspetta di prassi il monitoraggio continuo e la cura antibiotica..”

Non dico nulla, sono concentrata a respirare profondamente sperando che il dolore si allevi un po’ e non riesco a pensare ad altro. Mi fan firmare dei moduli di qualcosa (privacy, l’utilizzo dei miei dati per le tesi di ostetricia, ma fossero stati moduli per vendere la bambina al mercato nero non me ne sarei accorta, ero troppo presa dalla potenza delle contrazioni). Mi portano in sala parto. Sono fortunata, non c’è nessun altro travaglio in corso, ho tutto il personale in servizio presente per me, ad assistermi ci sono E. ed altre due ostetriche, qualche infermiera che va e viene e la ginecologa di turno che tra l’altro, sempre fortuna delle fortune, conosco per fama. E’ una delle migliori ginecologhe del reparto di ostetricia dell’ospedale che ho scelto.

Mi siedo su uno sgabello ma mi dicono che è meglio stendersi sul lettino. Mi viene ancora più male al pensiero dato che sdraiata non riesco proprio a starci. Poco alla volta mi spoglio dei vestiti che mi sono rimasti addosso. Ho male e fa un caldo pazzesco. Nel mentre le ostetriche spediscono l’Ing. a recuperare la valigia. Mi attaccano la flebo di antibiotico. Non riuscirò però a farlo tutto.

Comincio a sentire il bisogno di spingere ma le ostetriche non mi hanno detto se ho raggiunto la dilatazione giusta e se posso iniziare.. Mi trattengo un po’ ma poi, causa dolori troppo forti, chiedo se posso iniziare. Mi dicono di andare tranquilla, di seguire ciò che la piccola mi chiede di fare. Se sento di spingere lo devo fare. Intanto le ostetriche hanno ribaltato in non so quale modo magico il lettino che si è trasformato in una sorta di sgabellone, sto sdraiata e dolorante e quando la spinta arriva le tre ostetriche mi sollevano e mi puntano contro la parte inferiore e mi incitano alla spinta. Dicono che sto andando bene, che sono bravissima che tutto sarà finito a breve. Nel mentre l’Ing. è tornato e si è posizionato al mio fianco. Mi tiene la mano quando gliela allungo e assiste impassibile alla mia agonia. Io non sento ne vedo più nulla. Esistiamo solo io, Ranocchia che tenta di sgusciare fuori dalle mie viscere e il dolore delle ossa e della carne che fanno spazio alla sua testolina. Urlo. L’Ing. dice che ad ogni spinta lancio un urlo per liberarmi. Le ostetriche e la ginecologa continuano ad incitarmi “stai andando bene, brava, bravissima!”

Ad un certo punto sento qualcosa, qualcosa che arriva, che si fa largo, non ricordo questo passaggio che mi ha poi raccontato l’Ing. ma dopo una contrazione mi hanno risdraiata ed E. e la dottoressa sentenziano “si vede la testa, alla prossima contrazione ti punti bene e la piccola esce”. Arriva la contrazione e raccolgo tutte le forze che ho dentro, E. mi tiene piegata una gamba e tutti mi incitano a spingere forte forte. Vado. Sento la testolina sgusciare fuori e E. che mi dice “E’ uscita, forza l’ultimo sforzo! mammamia quanti capellli!!”. Spingo ancora e finalmente Ranocchia è fuori.

Sono le 4.48 e la mia piccoletta è nata.

La sento piagnucolare (ma mica forte come fanno vedere nei film :P), le ostetriche la prendono e la allungano alla pediatra che ha già raggiunto la sala parto. Ha bevuto un po’ di liquido amniotico. Le aspirano tutto e iniziano a pulirla. E’ lunga 48cm e pesa 3,065 kg. Grandina per essere una prematura di 3 settimane. Io sono stremata ma tutto è alle spalle. Sono così distrutta che manco sento le punture di anestetico che mi danno per mettermi i punti di sutura causati da un po’ di lacerazione. L’unica cosa che riesco a sentire in quel momento è il pianto della piccola. Guardo l’Ing., che è stato meraviglioso e ha retto a tutta la scena non so in che modo, e guardo la piccola in mano a pediatra e ostetriche. Il personale si congratula con me. Il parto è stato perfetto, veloce e poco traumatico sia per me che per la piccola.

Dopo avermi dato i punti mi appoggiano la Ranocchia sul petto. Ha davvero una marea di capelli neri (ma tanti eh.. ma proprio proprio tanti! Me lo dicono tutti in continuazione!) e grandissimi occhi scuri. Ci scrutiamo, ci annusiamo. Appoggiata sul mio petto trova la sua serenità e si addormenta beata e io sento il cuore aprirsi e riempirsi di luce, di amore.

Anche leggendo i blog delle mamme, anche durante la gravidanza, non avevo minimamente capito che rapporto lega una madre al proprio figlio. Ora lo so. Ci lasciano da soli in sala parto. Noi tre. A conoscerci, a cominciare la nostra vita insieme.

A posteriori posso dire di essere stata molto fortunata, durante tutta la gravidanza e anche per il parto. Quando ero più piccola e mia madre mi raccontava del suo travaglio di un giorno intero per partorire me, dell’episiotomia, la ventosa per l’estrazione ecc io le dicevo che era una pazza che non avrei mai voluto disintegrarmi così, che il giorno che fossi rimasta incinta avrei sicuramente richiesto un cesareo. Lei mi ha sempre risposto che ero immatura e avrei cambiato il mio modo di vedere le cose perchè noi donne siamo fatte per il parto. E mi tocca di dire che anche qui aveva ragione lei. Io ho preso coscienza di questo poco alla volta, durante la gravidanza, al punto da non prendere nemmeno in considerazione l’idea di ricorrere all’epidurale (e visto com’è stato lampo il parto non sarebbero nemmeno riusciti a farmela). Nonostante molte donne si sentano offese a sentirsi dire che sono fatte appositamente per procreare si tratta della verità.

Il parto è qualcosa di primordiale. E’ vero che noi donne siamo esseri umani e pensanti ma prima di questo siamo animali; mammiferi. E lo scopo primordiale del mammifero è quello di essere fecondato e generare la prole. La maggior parte delle donne, infatti, nonostante la fatica del parto ecc appena vede il proprio cucciolo dimentica dolori, punti e quant’altro ed è così. Siamo fatte apposta. E devo dare ragione all’ultima frase che la mia cara amica Lunatica ha scritto nel suo post sulla nascita del suo piccolo Pesciolino. Ti rubo le parole amica mia per confermare che è tutto vero: quando nasce tuo figlio inevitabilmente rinasci anche tu.

Ora so. Ora ho la consapevolezza di essere una donna nuova. Di essere una mamma. E ogni volta che guardo questa Ranocchietta non riesco a evitare le lacrime di gioia (ma questa forse è anche la prolattina..).

Benvenuta in questo mondo e in questa vita amore mio.

24 thoughts on “19 aprile 2012

  1. Non vedevo l’ora di leggere questo post!
    Mi sono scese le lacrime…mi sono commossa…E’ un post meraviglioso…il racconto della nascita di tua figlia! Ma ti stai rendendo cono di cosa hai fatto? Hai fatto nascere una vita…..una bambina che è TUA!….Io lo dico sempre a tutti e tutte che la cosa migliore che ho fatto nella mia vita sono stati i due figli…E che dalla loro nascita la mia vita è cambiata…nel senso che mi sembra che loro ci siano da sempre…la mia vita pre-figli non ha importanza. Certo che non dico che è annullata ma la vita importante la sto “vivendo” con loro.
    “Mamma” è la cosa più bella che mi sia mai stato detto…e non contano più i complimenti dei ragazzi quando ero giovane e mi dicevano che ero davvero carina….che bel fisico che avevo…ecc….No, la cosa più dolce è sentirmi dire “Mamma”….Sei una di noi adesso! Benvenuta….ti abbraccio forte forte con calore e sentimento!

  2. Posso essere sincera? A metà del racconto ho fatto una volata in bagno… strizza? Può esse.
    Ma quando sono arrivata in fondo mi sono commossa, grazie per la aver condiviso questo momento!

    • E’ normale la strizza, però l’importante è che sei andata avanti con la lettura sincerandoti che della cosa più importante: è andato tutto bene🙂

  3. Anch’io ho le lacrime ali occhi e un “qualcosa” al cuore che non so descrivere. Forse perchè, inevitabilmente, a ogni passaggio immaginavo me, tra 5 mesi, quando anch’io darò alla luce il mio primo figlio.
    Complimenti e tanti auguri per tutto!

    • Benvenuta Violetta e in bocca al lupo per la tua gravidanza, goditi questi mesi perchè ti assicuro che la gravidanza vola e in un attimo ti ritrovi in sala parto!
      Grazie per i complimenti!

  4. Guarda, io non mi commuovo facilmente.
    Ma ho avuto due cesarei e sto piangendo.
    Ancora tanti auguri e congratulazioni.
    (mo’ mi ripiglio non ti preoccupare!!!)

  5. ma che meraviglia… grazie per aver condiviso con noi tutto questo. è stato emozionante leggerti e anch’io sono felice di averti “conosciuta” in questi mesi e aver vissuto, attraverso le tue parole, l’attesa e la nascita di questa nuova stellina🙂

  6. grazie a tutte della visita e della commozione ragazze🙂
    Il post sul parto ci stava tutto, voglio poterlo rileggere e scandire per bene nella memoria!

  7. allora, l’ho letto ieri sera ma non sono riuscita a commentare causa ipad partito per la tangente…ma oggi son tornata e già che c’ero me lo sono riletto! stupendo racconto, stupenda mamma tu e stupenda bimba la ranocchia….questa magnifica avventura ti regalerà tante di quelle emozioni che non posso nemmeno spiegartelo a parole,ma da come hai vissuto la nascita della piccola credo che tu lo sappia già!🙂
    un abbraccio enorme a tutte e due e un bacino anche dai miei piccoli

  8. Che bello questo racconto, mi ha emozionato nonostante abbia avuto un parto completamente diverso (abbastanza veloce, ma con epidurale – favolosa – e pupo che quasi non ho visto perché si stava soffocando col liquido ed è stato in incubatrice per 5 giorni)… da stampare e conservare!
    Auguri!

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